DELEGA DI PAGAMENTO

La Delega di Pagamento è un tipo di prestito personale concesso al lavoratore dipendente di Amministrazioni pubbliche o private, la cui estinzione avviene tramite quote mensili che vengono trattenute mensilmente dallo stipendio del dipendente e versate, dal datore di lavoro, direttamente alla società che ha erogato il finanziamento.
Conosciuta anche come Prestito Delega, la Delega di Pagamento è un prestito personale dedicato ai dipendenti di Enti Statali convenzionati, pubblici, parastatali e privati, dove si è autorizzati a pagare il debito con detrazioni mensili dal proprio stipendio. La formula è simile a quella prevista per la Cessione del Quinto, questo tipo di finanziamento è registrato attraverso un accordo tra il datore di lavoro e il prestatore. Si può accedere alla “delegazione di pagamento” anche se il dipendente ha già in vigore un altro prestito coperto dal suo stipendio, in questi casi si può arrivare a trattenere fino a 2/5 del suo stipendio in modo eccezionale, quindi non raggiungendo il 40% dello stipendio del dipendente. Questo è il motivo per cui questo tipo di prestito può essere indicato come un “doppia cessione del quinto”. Nei prestiti delegati, il dipendente richiedente indica al suo datore di lavoro di detrarre la rata mensile da pagare al creditore. Non è necessario fornire una ragione per il prestito o un giustificativo della somma. Il datore di lavoro, tuttavia, non è obbligato ad accettare il mandato di pagamento, come nel caso della cessione del quinto dello stipendio, poiché la delega è un atto discrezionale, non un atto dovuto.

Chi può richiederla?

I lavoratori che possono richiedere un finanziamento con Delega di Pagamento sono:

  • Dipendenti di Enti Statali convenzionati, pubblici e parastatali
  • Dipendenti società private a tempo indeterminato

Che cosa chiede la gente?

Il prestito con delega è regolato dall’articolo 1269 del Codice Civile e in realtà l’esatta denominazione è prestito con delega di pagamento, o in alternativa, doppio quinto. Perché si chiama anche doppio quinto? Perché permette di poter raddoppiare l’importo del prestito già ottenuto, restituendo l’intera somma attraverso una doppia rata mensile che, sommate insieme, non possono, per legge, superare i due quinti dello stipendio o della pensione. In massima sintesi e traducendo l’esempio con le percentuali: in ogni caso la rata mensile da restituire alla banca non deve superare il 40% di quanto si percepisce mensilmente come lavoratori con regolare stipendio o come pensionati.
Per chi lavora con un contratto a norma di legge, per chi è pensionato, per chi ha già ottenuto un finanziamento personale con la cessione del quinto e ha necessità di nuova liquidità e in tempi brevi, il doppio quinto è la soluzione ideale.
E’ anche importante valutare un’altra serie di vantaggi, rappresentati dal fatto che è possibile rinnovare il prestito, estinguerlo anticipatamente dopo il primo anno di versamento delle rate, avere la garanzia di una rata mensile costante e quindi di non avere sorprese derivanti dalle fluttuazioni del mercato finanziario, e anche di sapere in anticipo l’entità del tasso applicato, perché la normativa prevede che sia il tasso fisso.
Non è tutto: tra i vantaggi ricordiamo l’automatismo della restituzione del debito, che si realizza automaticamente attraverso il prelievo mensile sullo stipendio o sulla pensione.

Il lavoratore o il pensionato deve presentare pochi documenti alla banca che erogherà il prestito con delega bancaria, ecco quali:

  • Una copia del documento di identità in corso di validità.
  • Il codice fiscale o tessera sanitaria.
  • Le ultime due buste paga

Dal canto suo anche il datore di lavoro dovrà produrre alcuni documenti:

  • L’atto di consenso della doppia cessione del quinto
  • Il certificato dello stipendio

Dopo aver consegnato tutti i documenti all’istituto di credito, la richiesta sarà valutata in tempi brevi, solitamente entro due settimane, e se approvata, l’importo sarà versato direttamente sul conto corrente segnalato dal richiedente all’atto della presentazione dell’istanza.

Prima di tutto, dipende se il datore di lavoro lo approva, dato che non è un obbligo come nella sezione del quinto stipendio, in questo caso se il datore di lavoro ritiene che non deve concederle il credito perché vuole evitare che il lavoratore si indebiti, o per qualsiasi altro motivo, può farlo.

La prima differenza tra la delegazione di pagamento e la cessione del quinto dello stipendio, è che la delegazione di pagamento può essere sommata alla cessione del quinto dello stipendio, determinando una doppia sezione del quinto stipendio, poiché vengono trattenuti 2/5 dello stipendio del richiedente.
Un’altra differenza è nell’approvazione del prestito da parte del datore di lavoro, che in caso di delega di quinto stipendio è obbligato ad accettarlo, mentre in caso di delega di pagamento il datore di lavoro può rifiutarsi di accettarlo.

DELEGA DI PAGAMENTO

La Delega di Pagamento è un tipo di prestito personale concesso al lavoratore dipendente di Amministrazioni pubbliche o private, la cui estinzione avviene tramite quote mensili che vengono trattenute mensilmente dallo stipendio del dipendente e versate, dal datore di lavoro, direttamente alla società che ha erogato il finanziamento.
Conosciuta anche come Prestito Delega, la Delega di Pagamento è un prestito personale dedicato ai dipendenti di Enti Statali convenzionati, pubblici, parastatali e privati, dove si è autorizzati a pagare il debito con detrazioni mensili dal proprio stipendio. La formula è simile a quella prevista per la Cessione del Quinto, questo tipo di finanziamento è registrato attraverso un accordo tra il datore di lavoro e il prestatore. Si può accedere alla “delegazione di pagamento” anche se il dipendente ha già in vigore un altro prestito coperto dal suo stipendio, in questi casi si può arrivare a trattenere fino a 2/5 del suo stipendio in modo eccezionale, quindi non raggiungendo il 40% dello stipendio del dipendente. Questo è il motivo per cui questo tipo di prestito può essere indicato come un “doppia cessione del quinto”. Nei prestiti delegati, il dipendente richiedente indica al suo datore di lavoro di detrarre la rata mensile da pagare al creditore. Non è necessario fornire una ragione per il prestito o un giustificativo della somma. Il datore di lavoro, tuttavia, non è obbligato ad accettare il mandato di pagamento, come nel caso della cessione del quinto dello stipendio, poiché la delega è un atto discrezionale, non un atto dovuto.

Chi può richiederla?

I lavoratori che possono richiedere un finanziamento con Delega di Pagamento sono:

  • Dipendenti di Enti Statali convenzionati, pubblici e parastatali
  • Dipendenti società private a tempo indeterminato

Che cosa chiede la gente?

Il prestito con delega è regolato dall’articolo 1269 del Codice Civile e in realtà l’esatta denominazione è prestito con delega di pagamento, o in alternativa, doppio quinto. Perché si chiama anche doppio quinto? Perché permette di poter raddoppiare l’importo del prestito già ottenuto, restituendo l’intera somma attraverso una doppia rata mensile che, sommate insieme, non possono, per legge, superare i due quinti dello stipendio o della pensione. In massima sintesi e traducendo l’esempio con le percentuali: in ogni caso la rata mensile da restituire alla banca non deve superare il 40% di quanto si percepisce mensilmente come lavoratori con regolare stipendio o come pensionati.
Per chi lavora con un contratto a norma di legge, per chi è pensionato, per chi ha già ottenuto un finanziamento personale con la cessione del quinto e ha necessità di nuova liquidità e in tempi brevi, il doppio quinto è la soluzione ideale.
E’ anche importante valutare un’altra serie di vantaggi, rappresentati dal fatto che è possibile rinnovare il prestito, estinguerlo anticipatamente dopo il primo anno di versamento delle rate, avere la garanzia di una rata mensile costante e quindi di non avere sorprese derivanti dalle fluttuazioni del mercato finanziario, e anche di sapere in anticipo l’entità del tasso applicato, perché la normativa prevede che sia il tasso fisso.
Non è tutto: tra i vantaggi ricordiamo l’automatismo della restituzione del debito, che si realizza automaticamente attraverso il prelievo mensile sullo stipendio o sulla pensione.

Il lavoratore o il pensionato deve presentare pochi documenti alla banca che erogherà il prestito con delega bancaria, ecco quali:

  • Una copia del documento di identità in corso di validità.
  • Il codice fiscale o tessera sanitaria.
  • Le ultime due buste paga

Dal canto suo anche il datore di lavoro dovrà produrre alcuni documenti:

  • L’atto di consenso della doppia cessione del quinto
  • Il certificato dello stipendio

Dopo aver consegnato tutti i documenti all’istituto di credito, la richiesta sarà valutata in tempi brevi, solitamente entro due settimane, e se approvata, l’importo sarà versato direttamente sul conto corrente segnalato dal richiedente all’atto della presentazione dell’istanza.

Prima di tutto, dipende se il datore di lavoro lo approva, dato che non è un obbligo come nella sezione del quinto stipendio, in questo caso se il datore di lavoro ritiene che non deve concederle il credito perché vuole evitare che il lavoratore si indebiti, o per qualsiasi altro motivo, può farlo.

La prima differenza tra la delegazione di pagamento e la cessione del quinto dello stipendio, è che la delegazione di pagamento può essere sommata alla cessione del quinto dello stipendio, determinando una doppia sezione del quinto stipendio, poiché vengono trattenuti 2/5 dello stipendio del richiedente.
Un’altra differenza è nell’approvazione del prestito da parte del datore di lavoro, che in caso di delega di quinto stipendio è obbligato ad accettarlo, mentre in caso di delega di pagamento il datore di lavoro può rifiutarsi di accettarlo.